top of page
  • Immagine del redattoreOlly

Quattro chiacchiere con... Giulia Ceirano!

Rieccoci con un nuovo appuntamento di Quattro chiacchiere con...! Dopo aver rotto il ghiaccio con Super Sere che ci ha portato nel suo magico mondo tra di gelati, YouTube e sorrisi sinceri, scopriamo la seconda ospite di questo bizzarro format alla scoperta di persone, conosciute sul web, che seguo davvero con piacere.


Ecco a voi Giulia Ceirano, una persona che le parole le sa usare benissimo. Per questo lascio subito a lei la parola, mettetevi seduti, inizia un nuovo viaggio.


Copywriter, digital strategist, creativa: chi è Giulia?

Nel mio percorso (personale, lavorativo e soprattutto di psicanalisi) sto cercando di imparare a definirmi sempre meno attraverso il mio lavoro e sempre di più attraverso le cose che amo. Quindi: Giulia è una persona che ama viaggiare, molto spesso da sola; ama Parigi ma si diverte a dividersi tra la capitale francese e Torino; ama Oceano Mare, le finestre accese delle case, i musei nelle aperture serali, le firme dei pittori negli angoli dei loro quadri, i podcast e leggere seduta ai tavolini dei bar. Poi, fortunatamente, amo anche il mio lavoro e quindi, anche lui, un po’ mi definisce: sono una creative strategist che si occupa di progetti a impatto sociale e ambientale positivo e sono un’autrice, che scrive di editoria, viaggi e cultura, in generale.


Giulia Ceirano
Giulia Ceirano

Quando hai capito che la tua vocazione non era il posto fisso in ufficio ed hai mollato tutto per realizzare i tuoi sogni?

Quando mi sono vista spenta, senza tempo e senza stimoli dopo nove mesi di vita a Milano, ogni mattina lungo la stessa tratta della metro, verso lo stesso ufficio, seduta accanto alle stesse persone, per quanto adorabili. È stato un percorso graduale: fino a due mesi prima mi dicevo “no, la partita IVA mai, mi piace essere parte di una squadra”. Due mesi dopo stavo per licenziarmi e mollare l’indeterminato. Quindi, l’ho capito così e ne ho avuto conferma quando ho chiesto, prima del Covid e prima che lo smart-working diventasse quotidianità, di poter lavorare a distanza. Attraversare il mondo fuori, provare a lavorare con una forma diversa da quella considerata “normale” mi ha dato la certezza di voler inseguire una vita più fluida, imprevedibile e libera.

Al momento ti dividi tra Parigi e Torino, perché hai scelto proprio queste due città? Cosa hanno di comune o di diverso che te le ha rese Casa?

Torino e Parigi sono le due città in cui ho scelto di studiare e quindi le due città in cui sono cresciuta. Le ho scelte a cuore e, per questo, le ho amate da subito, con tutte le difficoltà che a volte si portano dietro le questioni di cuore. Hanno in comune un’anima, che non è cosa da tutte. Hanno in comune la dimensione umana, spesso di quartiere, nonostante non siano un paesino (e per me, che da un paesino di mille abitanti ci arrivo, quella dimensione è fondamentale per potermi sentire a casa). Parigi ha bellezza ovunque e offre cose nuove da fare a ogni angolo. Torino ha grandi pezzi del mio cuore. Insieme mi completano.


Parigi ©Martina Olivieri
Parigi ©Martina Olivieri

Portaci in giro con te per Parigi: tre posti che ci consigli per viverla da local!

Uh difficile, Parigi è piena di stimoli ed è sempre complesso sintetizzarla. Ma direi: 1. Prendere un tè alla menta alla Grande Mosquée de Paris accompagnato da qualche dolcetto. 2. Visitare il Musée Rodin, meno famoso di Louvre e Orsay ma fatto di una cura e di così tanta bellezza da essere, secondo me, unico al mondo. In più si trova in un palazzo storico con vista su Tour Eiffel e Invalides. 3. Una promenade lungo le quais, cioè il lungo Senna parigino. Per godersi la città è ottimo partire dalla Tour Eiffel e arrivare all'Île Saint-Louis costeggiando il fiume.


(Ps: che bello concordare con Giulia: qui trovate anche le mie 10 cose non del tutto convenzionali da fare a Parigi).

E tre indirizzi culinari imperdibili?

Anche questa bella tosta. Proviamo: 1. Pain, vin, fromage: per una cena a base di fondue, formaggi, salumi e bontà francesi tipiche e molto dietetiche. 2. Bouillon: ci sono più sedi. Si tratta di ristoranti storici parigini dove la cucina è tipica francese e molto molto alla buona. Una sorta di osteria dove mangiare molto e spendere poco, il tutto senza grandi pretese (ma io adoro questi posticini storici un po’ tendenti alla bettola. C’è sempre molta coda, quindi non sono l’unica ad avere questi gusti). 3. Le Loir dans la théière: per un bel brunch pieno di dolci.

Pain, vin, fromage Paris ph Huge Lieu
Pain, vin, fromage Paris ph Huge Lieu

Il luogo in cui vai, invece, a Torino per risollevarti il morale..

A Torino mi piace camminare senza meta, un po’ come fa il flâneur di Baudelaire, in particolare nel mio quartiere cioè il Quadrilatero. Tra i miei posti del cuore, però, c’è la Libreria Luxemburg, Largo IV Marzo e Porta Palazzo quando c’è il Balon.

E il posto dove ci porteresti a fare aperitivo?

Per rimanere nella mia zona: da Litro oppure una bella merenda sinoira da Cantina Torino.


Sei un’amante della comunicazione, dell’ascolto e della scrittura: quale è per te il valore aggiunto delle parole?

Le parole mettono in ordine le cose: allineano le idee, vanno in profondità e aiutano a conoscere e a conoscersi.

I tuoi scrittori/scrittrici preferiti?

Quelli del cuore, che in qualche modo mi hanno mossa, sono Alessandro Baricco, Concita de Gregorio e Murakami.

Il tuo lavoro ti consente anche di organizzarti per viaggiare al meglio: qual è il viaggio/posto che ti ha emozionato di più e perché?

I miei amici e le mie amiche mi prendono sempre in giro perché ogni volta in cui vedo un posto nuovo dico loro “Questo è il posto più bello del mondo!”. Quindi forse non sono così attendibile o, se non altro, sono un’entusiasta del viaggio. Tutti i posti che ho visitato mi hanno emozionata, in modo diverso ma lo hanno fatto. Se dovessi scegliere quelli da cui sono tornata con il bagaglio più pensante forse direi: Istanbul, dove ho scelto anche di vivere per un po’; la città vecchia di Gerusalemme, dove si respira una spiritualità che mai ho respirato altrove; Lanzarote, perché la sottovalutavo e invece mi ha stupita, e La Gomera, che è un’altra isola delle Canarie in-cre-di-bi-le e dalla cui cima si vede Tenerife con il suo gigantesco vulcano; il Sudafrica tutto; San Francisco e poi Palermo e Stromboli ma – pure qui – la Sicilia tutta.

Istanbul ph  Engin Yapici via Unsplash
Istanbul ph Engin Yapici via Unsplash

Il posto che sogni di vedere quanto prima?

Non sono mai stata una da sogno americano ma da un po’ ho il pallino per il Texas. E poi: Samarcanda e, più facilmente, Saint-Malo, non so bene perché.

Tieni tanta compagnia a chi ti segue anche per la varietà degli argomenti che tratti sempre con coscienza e puntualità. Quali altri profili social segui con piacere?

Intanto grazie davvero di cuore. Allora, io adoro @samsararoads ovvero Giada e Stefano, una coppia adorabile che vive a Varanasi e organizza viaggi all’avventura in India (Covid permettendo); Lucia di @unasardatralenuvole di cui amo la cura dei contenuti e la schiettezza; Giulia di @noncieromaistata che oltre a portarci in giro con lei lungo i suoi viaggi ha anche un podcast in cui chiacchiera con giovani donne che hanno inseguito la loro passione; Maria Sole di @marysol_life che, oltre a essere un’amica, è anche una delle content creator che più in assoluto stimo e poi @isamuko che ha una dolcezza che si sente forte anche attraverso uno schermo.

Fatti un augurio!

Mi auguro di imparare a prendermi del tempo per annoiarmi.

Grazie a Giulia per questo bel tuffo nel suo mondo. Chi vorreste vedere nel nuovo appuntamento con le 'Quattro chiacchiere..'? Io qualche idea ce l'ho! ;) Voi fatemi sapere, lasciatemi un commento qui o contattarmi su Instagram! :)

Comments


bottom of page